Psr Sicilia approvato dall’Unione europea: via libera a investimenti per 2,2 miliardi

Psr Sicilia approvato dall’Unione europea: via libera a investimenti per 2,2 miliardi

La Commissione europea ha approvato il Psr Sicilia. Per l’Isola ci saranno quindi 2,2 miliardi di fondi per il periodo harvest-time-595447_6402014- 2020 (in realtà partirà ormai solo nel 2016). Di questi 1,3 miliardi di euro vengono dal bilancio dell’Unione europea e 874 milioni di euro di cofinanziamento nazionale.

Gli interventi del Psr Sicilia puntano in particolare alla competitività del settore agricolo e forestale, oltre che alla conservazione e valorizzazione degli ecosistemi, ma anche ad attività mirate a promuovere l’inclusione sociale e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Tra le priorità c’è quella della coltivazioni biologiche: secondo il nuovo PSR, circa 140mila ettari riceveranno un sostegno finanziario per convertirsi all’agricoltura ‘bio’ e altri 758mila ettari riceveranno finanziamenti per mantenere la loro produzione biologica.

Secondo i dati diffusi dovrebbero essere circa 1.800 le aziende agricole a ottenere aiuti per la ristrutturazione e l’ammodernamento e circa 1.625 giovani agricoltori potranno ricevere un finanziamento per il nuovo insediamento.

“Si tratta del più importante programma di Italia approvato insieme a quello della Puglia”, ha spiegato l’assessore Antonello Cracolici nel corso della conferenza stampa. In tutto saranno sei misure con diverse sottomisure. “Il tema dell’agricoltura non è solo sostenere l’agricoltura ma un settore capace di farsi economia”, ha aggiunto.

Tra le novità anche sostegno alle start up di servizi  dedicati all’agricoltura e utilizzo di banda larga nelle isole minori con la realizzazione di cavidotti con Ustica, Pantelleria e Stromboli. “Già a metà anno inizieranno ad essere erogate una serie di risorse sopratutto dal biologico”, ha aggiunto l’assessore. In tutto già 500 milioni a bando.

“Adesso inizierà da parte della amministrazione una parte di incontri. Moltissimo intervento nel settore agricolo ma anche nel non agricolo, diversificazione e nel pubblico”, dice la dirigente generale Rosaria Barresi.

“Nel settore agricolo dobbiamo dare risposte in tempi ragionevoli”, ha aggiunto la Barresi.

Il 40% delle risorse sarà destinato all’ambiente secondo le priorità dell’Ue. Poi occupazione giovanile dove sono previsti 5000 nuovi investimenti per attività agricole.

Novità saranno anche le start up extra agricole che vede la possibilità di insediarsi anche ad imprese non strettamente agricole, specie per chiusura filiera e servizi alle imprese agricole.

Con nuovo Psr si vogliono realizzare altri 50 mila di ettari di biologico che si uniranno ai 250 mila già realizzati.

Ecco le priorità dello sviluppo rurale 2014/2020

Nell’ambito della programmazione 2014-2020,  lo Sviluppo rurale dovrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi di stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro attraverso 6 priorità:

• P 1 – Promuovere il trasferimento della conoscenza e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;

• P 2 – Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forma, promuovere tecniche innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste;

• P3  – Promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, compresa la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere animale e la gestione dei rischi nel settore agricolo;

• P 4 – Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura;

• P 5 – Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;

• P 6 – Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nella zone rurali.

Tra le novità più importanti della nuova programmazione anche la “conversione” degli Assi in cui venivano inquadrate le misure dello sviluppo rurale. Una struttura considerata “troppo rigida” dagli estensori del piano perché una misura poteva contribuire anche ad obiettivi di altri assi. Gli Assi non sono stati eliminati ma convertiti in obiettivi strategici di lungo periodo del Psr: competitività del settore agricolo, gestione sostenibile delle risorse naturali e sviluppo equilibrato dei territori rurali.

La dotazione finanziaria delle misure

La Misura 1 riguarda il trasferimento di conoscenze e azioni di informazione. Le azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze potranno comprendere corsi di formazione, seminari e coaching. Potranno beneficiare del sostegno anche gli scambi internazionali di breve durata nel settore agricolo e forestale, nonchè le visite di aziende. la dotazione è di 9 milioni di euro.

La Misura 2. Interviene sostenendo i servizi di consulenza, sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole. A differenza della programmazione precedente i beneficiari della misura saranno gli organismi di consulenza che dimostreranno di possedere personale e capacità necessarie per svolgere il servizio. Inoltre si pensa di potenziare i servizi di assistenza tecnica e consulenza forniti dagli uffici presenti sul territorio. Dotazione di 7 milioni di euro.

La Misura 3. Adesione ai sistemi di qualità e sostegno alla promozione e alla informazione è importante per il rafforzamento della competitività del settore agricolo e l’aumento del potere contrattuale degli agricoltori. Dotazione di 11 milioni di euro.

La Misura 4. (raggruppa gli interventi delle misure 121, 123, 125, e 216 della precedente programmazione) ed è rivolta agli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali per migliorare le prestazioni e la sostenibilità delle aziende agricole, ma anche la trasformazione dei prodotti agricoli e la loro commercializzazione, gli investimenti non produttivi legati all’adempimento degli obiettivi agro-climatici-ambientali. Dotazione di 712 milioni di euro.

La Misura 5. Riguarda il ripristino del potenziale produttivo danneggiato da eventi climatici e catastrofici e l’introduzione di misure di prevenzione. Sono previste azioni di prevenzione  e anche azioni di ripristino.

La Misura 6. Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese attraverso il sostegno per giovani agricoltori, attività extra agricole nelle zone rurali, investimento nella creazione e nello sviluppo di attività extra agricole. E’ la misura che sosterrà la creazione di strumenti di gestione innovativa delle imprese ma anche il ricambio generazione all’interno delle imprese. Dotazione di 224 milioni di euro.

La Misura 7. Rivolto ai servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali, espansione delle strutture a banda larga, ad investimenti per il miglioramento dei servizi di di base per la popolazione locale comprese anche le attività culturali e ricreative, informazioni turistiche, restauro e riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi e dei siti ad alto valore naturalistico. Dotazione di 38 milioni di euro.

Misura 8. Anche in questa programmazione è stata dedicata attenzione al settore forestale e cioeè gli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste. Dotazione da 202 milioni di euro.

Misura 11. Finalizzata a incoraggiare gli agricoltori verso la conversione all’agricoltura biologica e al suo mantenimento. Dotazione di 417 milioni di euro.

Misura 16. Tesa ad incentivare la cooperazione tra più soggetti per quel che riguarda progetti pilota, nuovi prodotti e pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale. condivisione di progetto per lo sviluppo del turismo rurale. Dotazione da 41 milioni di euro.

Fonte: siciliaagricoltura.it